Indagini investigative del datore di lavoro nei confronti del dipendente
Secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione, il datore può disporre controlli se sospetta che il mancato svolgimento della prestazione sia frutto di una condotta illecita del lavoratore (Cassazione n. 11697/2020)
Il solo sospetto o la mera ipotesi che il mancato svolgimento della prestazione lavorativa sia il frutto di una condotta illecita del lavoratore, giustifica secondo la Corte il ricorso da parte dell’azienda al controllo per mezzo di investigazioni private, purché circoscritto a comportamenti disciplinarmente rilevanti tenuti al di fuori dell’ambito lavorativo.
Purché il controllo non sconfini nell’attività lavorativa vera e propria e, quindi, integri un controllo sul corretto adempimento della prestazione lavorativa, vietato dallo statuto dei lavoratori, per la Cassazione è legittimo l'utilizzo di agenzie investigative per controlli difensivi intesi a rilevare mancanze specifiche e comportamenti estranei alla normale attività lavorativa, che abbiano rilevanza non come mero inadempimento contrattuale ma come autonome fattispecie illecite.